{"id":570,"date":"2012-09-25T19:28:35","date_gmt":"2012-09-25T19:28:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ac2.eu\/?p=570"},"modified":"2024-01-31T22:47:02","modified_gmt":"2024-01-31T21:47:02","slug":"bibliocartina_interv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ac2.eu\/en\/bibliocartina_interv\/","title":{"rendered":"Anna Mioni, dalla traduzione al mestiere di agente letterario. \u201cL\u2019editoria attuale soffre di pigrizia; vincer\u00e0 chi sapr\u00e0 essere flessibile e andare incontro alle nuove sfide digitali\u201d."},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: center;\">intervista gi\u00e0 pubblicata il 12 settembre 2012<a href=\"http:\/\/www.bibliocartina.it\/intervista-anna-mioni-agente-letterario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> su Bibliocartina.it<\/a><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla ricerca di approfondimenti e nuovi punti di vista sul mercato del libro e i suoi mestieri, oggi Bibliocartina.it intervista <a title=\"Anna Mioni\" href=\"http:\/\/www.annamioni.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Anna Mioni<\/a>, protagonista del mondo letterario italiano da quasi 15 anni, nota traduttrice letteraria segnalata due volte (2008 e 2009) al prestigioso <a title=\"Premio Monselice Bando 2012\" href=\"http:\/\/www.provincia.padova.it\/comuni\/monselice\/traduzione\/bando_traduzione.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Premio Monselice<\/a> per la traduzione, e da qualche mese anche titolare dell\u2019agenzia letteraria internazionale\u00a0<a title=\"AC\u00b2 Agency\" href=\"http:\/\/www.ac2.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">AC\u00b2Agency<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Cominciamo traendo spunto da un articolo di qualche giorno fa. Il quotidiano Repubblica ha recentemente pubblicato un\u2019intervista a <a title=\"Jonathan Safran Foer | Casa editrice Guanda\" href=\"http:\/\/www.guanda.it\/scheda-autore.asp?editore=Guanda&amp;idautore=2674\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Jonathan Safran Foer<\/a> in cui l\u2019autore, criticando una deriva patriottica in atto secondo lui negli USA \u201cche somiglia alla xenofobia\u201d, fa riferimento anche alle traduzioni dei libri, che in America costituiscono (sono le cifre fornite da Foer stesso) circa il 3% dei libri pubblicati, a fronte di una percentuale di libri tradotti in Europa che andrebbe dal 30 al 45%. Secondo Foer questo significa che gli Stati Uniti stanno rinunciando al \u201cdialogo col mondo\u201d. Qual \u00e8, in merito, la tua opinione di traduttrice letteraria dall\u2019inglese e di agente letterario internazionale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio l\u2019anno scorso ho avuto modo di recarmi negli Stati Uniti con una borsa di studio. Ho incontrato vari editor, alcuni dei quali si occupano di collane di testi in traduzione, e ho sentito discorsi simili a quelli di Safran Foer. Pare che i lettori americani non siano interessati ad altri mondi che non siano il loro, e fatichino ad accostarsi a testi ambientati in contesti che non gli sono famigliari: non gli interessa nemmeno conoscerli, a meno che non si tratti di esotismi oleografici che confermano i loro stereotipi. Quindi, gli editori che vogliono fare editoria di ricerca traducendo da altre lingue spesso sono costretti ad appoggiarsi a finanziamenti universitari o a donazioni. \u00c8 pi\u00f9 facile che si pubblichi un autore straniero che ha vinto un premio o \u00e8 campione di incassi, ma non \u00e8 affatto scontato. Spesso persino gli scrittori inglesi faticano a diffondere i propri testi in America. Ma pu\u00f2 darsi che questo stato di cose non duri a lungo: il predominio economico e culturale degli Stati Uniti cede il passo rispetto a quello dell\u2019Asia; bisogna vedere se quest\u2019ultima sapr\u00e0 proporre un modello forte anche dal punto di vista culturale, che soppianti il colonialismo americano sub\u00ecto dal resto del mondo nel dopoguerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non \u00e8 possibile, dunque, che la realt\u00e0 per quanto riguarda l\u2019Europa sia ben pi\u00f9 prosaica, e che tanti libri tradotti che vengono dagli Stati Uniti siano spesso selezionati secondo criteri puramente commerciali piuttosto che di effettivo interesse letterario, e spesso sull\u2019onda del marketing letterario invece che di tendenze culturali indipendenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il mercato italiano, spesso si compra e si fa tradurre ci\u00f2 che \u00e8 americano a scatola chiusa, per pura esterofilia, e per la presunzione che una storia possa vendere meglio e risultare pi\u00f9 appetibile per il solo fatto che \u00e8 straniera. <em>Si arriva al paradosso, nella narrativa di genere, di far firmare con pseudonimi anglicizzanti scrittori che in realt\u00e0 sono italianissimi.<\/em> C\u2019\u00e8 una certa pigrizia di fondo della filiera editoriale, per cui quello che non passa tra le sue maglie rimane escluso dal processo di selezione, senza che necessariamente sia peggiore. Bisognerebbe ritrovare un po\u2019 di spirito critico, e soprattutto leggere i libri prima di proporli al pubblico, invece di affidarsi solo al tam tam degli addetti ai lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali credi che siano in generale le regole sottostanti al mercato della narrativa estera in Italia? Credi per esempio che copra generi poco usuali per gli scrittori italiani, o sono altri i motivi per cui in Italia si tende a dare molto peso alla narrativa estera?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto voglio far rilevare che negli ultimi anni \u00e8 molto cresciuta l\u2019importanza della narrativa italiana, a livelli che fino a dieci anni fa erano impensabili; per\u00f2 secondo me dipende semplicemente dal fatto che pubblicare e promuovere uno scrittore italiano per gli editori ha dei costi molto pi\u00f9 contenuti, e purtroppo non \u00e8 dovuto a motivi pi\u00f9 nobili (altre riflessioni interessanti sul turn-over degli esordienti si trovano per esempio\u00a0<a href=\"http:\/\/lettura.corriere.it\/i-nipotini-di-giordano\/\">nel pezzo di Ida Bozzi recentemente pubblicato sull\u2019inserto La Lettura<\/a>\u00a0del Corriere della Sera). Fino a una decina d\u2019anni fa, invece, la narrativa straniera predominava su tutto, per una combinazione di provincialismo, di sudditanza culturale, e forse anche per l\u2019eccessiva litigiosit\u00e0 delle varie conventicole delle lettere nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non credo ci siano regole sottostanti al mercato della narrativa estera in Italia, o meglio, sono le stesse che valgono per tutto il mondo editoriale moderno: ci sono i piccoli editori che fanno un lavoro di scouting secondo i propri gusti e i propri ideali, mentre gli editori commerciali sono pi\u00f9 attenti a fiutare le tendenze globali per cercare di cavalcarle. Spesso e volentieri si importano acriticamente i successi esteri, convinti che debbano per forza replicare il loro successo da noi in patria, cosa non assolutamente scontata, date le differenze culturali di fondo che per fortuna ci sono ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ritieni che il \u2018marketing di ritorno\u2019 di cui opere tradotte possono godere in Italia abbia un peso nella scelta di acquisizione di un titolo? Sempre pi\u00f9, fra l\u2019altro, i tempi per le traduzioni nelle case editrici si accorciano proprio per esigenze relative al calendario d\u2019uscita, \u00e8 il caso per esempio dei romanzi di Ken Follett che vengono fatti uscire in Italia in contemporanea con l\u2019estero, o degli stessi romanzi della saga di <a title=\"Vampiri | Bibliocartina.it\" href=\"http:\/\/www.bibliocartina.it\/tag\/vampiri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Twilight<\/a> o di altri, tradotti da squadre di traduttori, con tutto il rischio che ci\u00f2 comporta in termini di stile, per accorciare i tempi.\u00a0<\/strong><strong>Usufruire di una sorta di campagna di marketing internazionale comune, risparmiando quindi fatica e risorse per una pi\u00f9 mirata in Italia, secondo te \u00e8 una scelta felice per gli editori italiani?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so nemmeno se \u00e8 una scelta. Credo che ormai il mercato globalizzato contempli solo una possibile scelta, starne dentro o starne fuori. Per gli editori sarebbe un suicidio commerciale non approfittare del traino di grossi eventi promozionali (film, tourn\u00e9e, lanci internazionali) legati a un libro, e quindi si adeguano al sistema ormai consolidato in quasi tutto il mondo. Purtroppo questo implica, come sottolinei giustamente, il forzato ricorso a metodi di lavoro che non permettono di dedicare a un testo le dovute attenzioni in fase di traduzione e revisione. Si spera che gli editori ne comprendano l\u2019importanza e si ricredano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che opinione hai, in generale, del marketing del libro? <a title=\"\" href=\"http:\/\/www.bibliocartina.it\/marino-buzzi-intervista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marino Buzzi<\/a> da noi intervistato qualche giorno fa ha espresso un\u2019opinione molto critica a riguardo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho scritto da poco un articolo molto dettagliato su <a title=\"Anomalie della filiera editoriale | Agor\u00e0\" href=\"http:\/\/www.scuolatwain.it\/blog\/anomalie-della-filiera-editoriale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Agor\u00e0, il blog di Scuola Twain<\/a> dove avanzo anche delle proposte di soluzione per la crisi del mercato editoriale, oltre a tentare di identificarne alcune delle cause. Inutile dire che la mia analisi coincide in molti punti con quella di Buzzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Recentemente sei diventata un agente letterario internazionale. Puoi spiegarci brevemente in cosa consiste questo mestiere e le ragioni della tua scelta?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019agente letterario rappresenta gli interessi degli autori presso gli editori, sia dal punto di vista contrattuale (cercando di stipulare il contratto pi\u00f9 vantaggioso possibile e occupandosi degli aspetti amministrativi del rapporto) che da quello promozionale (cercando una casa editrice per l\u2019autore, in Italia e all\u2019estero). Ci sono agenti che lavorano esclusivamente a piazzare autori italiani in Italia, e altri come me che inoltre rappresentano in Italia agenzie e clienti esteri, e i propri autori all\u2019estero, autonomamente o con l\u2019aiuto di altri co-agenti. \u00c8 una professione molto recente che in Italia non \u00e8 ancora regolamentata; fino a poco tempo fa le agenzie erano poche e lavoravano in modo invisibile ai non addetti ai lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un\u2019idea nata quando nel 2006 e 2007 ho lavorato come editor interna nella casa editrice padovana <a href=\"http:\/\/www.aletedizioni.it\/\">Alet<\/a>, occupandomi anche dell\u2019ufficio diritti. Ho seguito da vicino la parte gestionale dei diritti del libro e i colloqui con le agenzie straniere alle fiere italiane ed estere. Nel farlo ho notato che il meccanismo consueto di rapporto tra agenzie letterarie ed editori si poteva migliorare in vari punti; ma allora aprire un\u2019agenzia per lavorare in modo diverso dalle agenzie tradizionali non sarebbe stato possibile, perch\u00e9 a quei tempi la maggior parte del lavoro si svolgeva su carta e aveva costi per me insostenibili. Ora che i manoscritti si scambiano solo via e-mail, \u00e8 stato possibile far partire <a title=\"il progetto\" href=\"http:\/\/www.bibliocartina.it\/il-progetto\/\">il progetto<\/a> <a href=\"http:\/\/www.ac2.eu\/\">AC\u00b2 Literary Agency<\/a> e provare a mettere nel lavoro di agente anche tutte le esperienze acquisite come traduttrice e redattrice interna, oltre alla mia idea di letteratura e di mercato editoriale virtuoso. Inoltre, in un periodo di cambiamento come quello attuale, la transizione verso l\u2019editoria elettronica \u00e8 fonte continua di nuovi stimoli e rappresenta una sfida per chi vuole essere in grado di rispondere immediatamente a tutti i nuovi bisogni che questo nuovo mercato creer\u00e0 per gli autori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pochi giorni fa, Antonio Tombolini fondatore della piattaforma di pubblicazione di ebook Simplicissimus Book Farm ha pubblicato sul suo blog una serie di <a title=\"Antonio Tombolini | Simplicissimus Book Farm\" href=\"http:\/\/antoniotombolini.simplicissimus.it\/2012\/09\/lo-so-vorreste-sapere-cosa-succedera-ai-libri-nei-prossimi-mesi-ok-adesso-ve-lo-dico.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">considerazioni<\/a> sui cambiamenti in corso nell\u2019editoria italiana, data piuttosto per spacciata dall\u2019editore nella sua forma tradizionale. Il cambiamento, la novit\u00e0, a quanto sembra risiedono nella forma del libro elettronico e nell\u2019affermazione che sta sperimentando in Italia, a fronte di un crollo del mercato librario tradizionale. Fra le altre cose, Tombolini sembra elogiare indirettamente la tua scelta di aprire un\u2019agenzia letteraria, sostenendo che sia un ottimo momento per questo tipo di attivit\u00e0, purch\u00e9 non ci si attacchi alle vecchie abitudini ma si possiedano capacit\u00e0 intuitive e dimestichezza con i numeri. Che cosa ne pensi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo di Antonio Tombolini di Simplicissimus Book Farm mi conferma alcune intuizioni di lungo corso che fa piacere ritrovare nel discorso di uno dei pi\u00f9 grossi esperti di editoria elettronica in Italia. Lo scenario sta cambiando, l\u2019editoria tradizionale non sar\u00e0 pi\u00f9 la stessa e chi non \u00e8 pronto ad affrontare il suo nuovo assetto in modo flessibile e moderno non riuscir\u00e0 pi\u00f9 a restare sul mercato. In compenso, per chi \u00e8 agile e duttile si prospettano nuovi scenari molto interessanti. Credo che nel giro di pochi anni il panorama editoriale italiano sar\u00e0 cambiato enormemente. Il successo di vendita degli ebook quest\u2019estate ne \u00e8 la prova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>intervista gi\u00e0 pubblicata il 12 settembre 2012 su Bibliocartina.it \u00a0 Alla ricerca di approfondimenti e nuovi punti di vista sul mercato del libro e i suoi mestieri, oggi Bibliocartina.it intervista Anna Mioni, protagonista del mondo letterario italiano da quasi 15 anni, nota traduttrice letteraria segnalata due volte (2008 e 2009) al prestigioso Premio Monselice per &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21,29,5,11],"tags":[37,46,6,38,15,31,9,39,40,41,19,42,18,45,43,83,44],"class_list":["post-570","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-e-book","category-filiera-editoriale","category-non-categorizzato","category-riflessioni-sulleditoria","tag-ac2-agency","tag-agora-twain","tag-anna-mioni","tag-antonio-tombolini","tag-case-editrici","tag-distribuzione-libraria","tag-editoria","tag-ida-bozzi","tag-jonathan-safran-foer","tag-marino-buzzi","tag-mercato-librario","tag-premio-monselice","tag-pubblico-dei-lettori","tag-scuola-twain","tag-simplicissimus-book-farm","tag-traduzione","tag-vampiri","no-thumb"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Anna Mioni, dalla traduzione al mestiere di agente letterario. \u201cL\u2019editoria attuale soffre di pigrizia; 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